con: Daniel Craig, Josh O'Connor, Glenn Close, Josh Brolin, Mila Kunis, Jeremy Renner, Kerry Washington, Andew Scott, Cailee Spaeny, Thomas Haden Church, Jeffrey Wright.
Giallo
Usa 2025
Nel primo Cena con Delitto- Knives Out, Rian Johnson aveva sovvertito le regole del giallo classico; nel secondo, Glass Onion, aveva ripreso quelle regole per creare una sorta di gioco al massacro di un gruppo di personaggi odiosi. Il terzo, Wake Up Dead Man, per ora il capitolo conclusivo della saga di Benoit Blanc tra cinema e streaming, è vicino a Glass Onion nel suo riprendere la struttura da giallo classico per parlare d'altro, in questo caso il concetto di fede e di come questa venga sfruttata.
Motore degli eventi è qui il personaggio di padre Jud (Josh O'Connor), il quale viene trasferito in una piccola comunità nello stato di New York, dove la chiesa è presieduta dal monsignor Jefferson Wicks (Josh Brolin). Il giorno del Venerdì Santo, Wicks muore in circostanze misteriose e i sospetti ricadono su padre Jud. Benoit Blanc (Daniel Craig) arriva in paese per assistere la polizia nelle indagini e si affianca a padre Jud per scoprire la verità.
Il perno di tutta la vicenda è il personaggio di monsignor Wicks, vittima e colonna portante della narrazione. Wicks è un prete vecchio stampo, che tiene in pugno la piccola comunità di fedeli grazie al suo carisma e che sfrutta facendo leve in primo luogo sulle loro debolezze, in secondo luogo sul senso di vergogna che questi provano a causa delle loro mancanze.
Il resto del cast di personaggi resta più in ombra e risulta più blando rispetto ai due film precedenti: ci sono il medico spiantato Nat Sharp (Jeremy Renner, di nuovo sugli schermi dopo il terribile incidente che ne aveva compromesso la carriera), l'avvocata Vera Draven (Kerry Washington) e il suo fratellastro Cy (Daryl McCormack), aspirante politico di pallida fortuna, l'ex violoncellista Simone Vivane (Cailee Spaeny), il giardiniere Samson Holt (Thomas Haden Church), lo scrittore in crisi Lee Ross (Andrew Scott) e la perpetua Martha Delacroix (Glenn Close), sorellastra di Wicks.
Un cast di comprimari che non brilla se non in sparutissime occasioni. Questo perché a Johnson non interessano tanto come personaggi, ma come pezzi per dipingere un affresco attuale sul concetto di potere.
Wicks ha un potere unico, quello di riuscire ad affascinare il popolo. Riesce a fare leva sui credenti e tesse con loro un vero e proprio rapporto tossico. E', in buona sostanza, l'archetipo del potente strafottente, che gode sapendo di esercitare una forma di possesso sul prossimo, il quale poi piega ai propri fini. In un'epoca di incertezze, dove valori, tradizioni e persino diritti sono minacciati dall'incertezza, un personaggio carismatico diviene l'unico appiglio per chi vive una crisi materiale prima ancora che spirituale e la spiritualità, a sua volta, diventa un vano appiglio per un futuro migliore. E nel ritrarre questa sorta di Trump in abito talare, Johnson prosciuga di ogni ironia la narrazione, benché non rinunci a qualche tocco umoristico di tanto in tanto.
Il concetto di fede come necessità si scontra con quello della vera fede. Una fede rivolta verso gli uomini piuttosto che verso un'entità superiore, in una prospettiva del tutto atea. Padre Jud ha preso i voti per redimersi da un omicidio compiuto quando era un pugile e durante l'investigazione porta alcuni dei personaggi non solo a ricredersi sul proprio stato, ma anche a spingerli verso il perdono, visto come vera necessità per sanare il male fatto al prossimo.
Johnson crea così una vera e propria parabola laica all'interno del più classico meccanismo del whudunnit. E da quest'ultimo punto di vista, dirige la narrazione al solito in modo efficace, tenendo sempre alta l'attenzione verso la storia nonostante la durata forse eccessiva, di ben oltre i 140 minuti, i quali per fortuna volano grazie all'ottimo ritmo.
Wake up dead man è così un terzo capitolo riuscito che chiude una trilogia divertente e interessante. Johnson conferma la sua mano ferma e il suo gusto per lo sbalordimento, in un giallo che anche questa volta risulta tutto sommato anticonvenzionale.






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